Leederville.

Nella continua ricerca del lavoro, ieri mi è venuta l’idea di andare a tastare il terreno anche a Leederville. Una frazione della città nella parte nord-ovest tanto citata nei discorsi tra concittadini.

Mi sono diretta verso la Underground Station in Murray St, e via. Una fermata di metro-treno chiamatelo come volete, 5 minuti di attesa, 5 minuti di percorrenza, ed eccoci qui. Appena uscita dalla stazione mi si presenta davanti una lunga lunga strada, l’unica principale: Oxford St. Durante il piccolo spostamento per arrivare lì, avevo già guardato su Google quali fossero le vie principali.

UNA.

Oxford St.

(Ma quando scrivo “St” lo sapete che dovete leggerlo come.. “STREET”?)

🙂

L’ho percorsa tutta, all’andata mi sono concentrata sulla parte destra e al ritorno ho analizzato con attenzione la parte sinistra (o la parte destra se pensiamo che stavo tornando indietro). Ho consegnato CV, mi sono proposta e devo dire che ora lo faccio con scioltezza. Inizialmente prima di parlare con qualcuno dovevo armarmi di coraggio e racimolare tutta la determinazione in corpo. Ora no. Mi viene abbastanza naturale. Ho capito cosa rispondere alle domande più frequenti e sono già abbastanza preparata.

Volete sapere le domande che fanno i manager quando consegni il CV?

Dai, ok. Vi faccio un botta-risposta:

  • Che tipo di visto hai? – Working holiday Visa
  • Hai esperienza? – Sì (Mostrando le sezioni in cui è scritto sul mio CV)
  • Hai RSA? – Sì. (Certificato che devi avere per vendere alcolici)
  • La tua disponibilità? – Sempre disponibile
  • Da quando? – Da adesso

Sorriso.

  • Sei disponibile anche nel WE? Full time? – Sì anche nel week end e pure full time.
  • Quando scade il tuo visto? – Tra un anno

Sorriso.

Ok, Erica! grazie per essere passata! Ti chiamiamo appena potremo farti fare una prova.

Thank you!! Have a good day!

Sorriso.

🙂

Cerco sempre di non propormi proprio ovunque ma di accontentarmi. Dopo essermi fatta conoscere al -The Garden-, scovato in una traversa della grande via, ho deciso di ritornare verso la città, ma….dopo essere passata da Northbridge (un’altra frazione a nord).

Volevo capire bene la distanza da Perth CBD (centro) e le zone più limitrofe ma comunque carine, così ho digitato su Google Maps “Northbridge”.

2.4 km a piedi.

Ok! Volevo arrivarci a piedi, non volevo riprendere il treno senza capire dove fossi geo-localizzata e a quale distanza a piedi. Volevo vedere cosa ci fosse nel mezzo.

2.4 km suggestivi. Come potete vedere nella foto, ho immortalato tipiche immagini che solo nella parte più periferica puoi scattare. Tipiche casette, spazi infiniti e desolati dove l’unica cosa che si vede è il sole e l’unica cosa che si sente è il caldo.

Davvero un bel vedere. Quando riguardo le foto mi rendo conto di quanto il cielo e i colori siano spettacolari.

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Dopo mezz’ora di camminata, sono arrivata a Northbridge. Vi avevo già parlato di questa parte della città. Vi avevo detto che mi era sembrata interessante e Atmosferica. Ho anche pensato di cercare una stanza lì, ma ieri non ho avuto la stessa impressione. È assurdo come lo stesso posto, visto di notte e poi con la luce, ti possa trasmettere due sensazioni opposte.

Sono tornata poi anche ieri sera, dopo cena, con Jason. E di nuovo, ho pensato che preferisco di netto la via di casa mia. Più tranquilla e più centrale.

Jasooooon! Domani lo dovrò salutare per spostarmi al piano 13. Il mio primo amico, guida turistica e angelo custode! Ma sono tranquilla, saremo comunque vicini e in contatto. Eh già. Inizia una nuova avventura. Nuova casa, nuovo letto, nuove persone e nuove amicizie. Sono dispiaciuta ma contenta. Sono stranita al solo pensiero di dover rimettere in gioco i miei equilibri ma curiosa..di vedere cosa succederà.

Lewis, il ragazzo che mi affitterà la stanza, mi ha detto che la mia compagna sarà una ragazza asiatica. WOW! Forse Taiwanese! WOW! Stiamo a vedere 🙂

Ok.Veniamo a noi.

Oggi, dopo una bella doccia e un gustoso frutto, andrò all’ “East Village” a fare un colloquio. Appuntamento ore 14.00 circa con Patrick, il manager. Un delizioso ristorante in William St, traversa di Hay St vicino a casa. Incrociate le dita per me! Per i più curiosi ecco il link del locale.

L’inglese comunque cresce bene. Ieri sera Jason si è complimentato con me dicendomi che è passata solo una settimana ma il miglioramento è netto ed evidente. A cena, mi ha fatto un video chiedendomi di raccontare la mia giornata di ieri.

Sì, lo so che lo volete vedere!

Lo vorrei vedere anche io!!

Ma ha deciso di conservarlo e di farmelo vedere tra sei mesi. Dovevate vedere come rideva!! Io ero pazza di curiosità!

Niente! Non c’è stato verso..ma..ha avuto un’idea geniale! 🙂

Lo vedremo tutti insieme tra sei mesi! E ci sarà da ridere.

AHAHA. Frenate ogni curiosità!!!

Good luck a me e buona giornata a voi!

Erica, anzi Atmosferica.

Oggi vorrei…

…parlarvi di un libro che mi ha fatto riflettere, crescere, credere e pensare.

Il titolo è: “Il monaco che vendette la sua Ferrari”

L’autore è: Robin S.Sharma, un avvocato americano.

Non voglio dilungarmi troppo su quello che questo libro è stato per me. Oltre al titolo e all’autore, mi limito a citarvi qui di seguito delle frasi annotate, delle note evidenziate, o delle citazioni di altre personalità utilizzate dall’autore per arrivare al succo dei suoi concetti. Vorrei fare in modo di lasciare libero sfogo alla vostre riflessioni che con i miei commenti sarebbero limitate o incanalate in una certa direzione.

Bene cari amici, buona lettura e, in ogni caso, ve lo consiglio!

Sono sicuro che in questo giorno noi siamo padroni del nostro destino, che il compito che ci è stato affidato non è superiore alle nostre capacità, che le sofferenze e le insidie che comporta non trascendono i nostri mezzi. Se avremo fede nella nostra causa e un’indomita volontà di vittoria, la vittoria non ci sarà negata.

Winston Churchill

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“Non vorrei sembrarti un po’ svitato John… ma è stato come se dentro qualcosa me lo ordinasse, qualcosa che mi diceva che dovevo intraprendere un viaggio spirituale per riaccendere la scintilla che avevo perduto”, continuò. “È stato un periodo meravigliosamente liberatorio, per me.”

“Il monaco che vendette la sua Ferrari” – Robin S.Sharma

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“La vera generosità verso il futuro consiste nel dar tutto al presente”.

Albert Camus

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Forse per la prima volta nella sua vita Julian si era liberato dai freni della ragione accordando fiducia all’intuito.

“Il monaco che vendette la sua Ferrari” – Robin S.Sharma

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“Ricordo ancora le parole che risuonavano nella mia mente in quei luoghi”, prosegui. “Pensavo che, alla fine, la vita è fatta di scelte. A seconda delle scelte che si compiono si rivela il destino di ognuno di noi, e io ero sicuro che la mia scelta fosse quella giusta. Sapevo che la mia vita non sarebbe più stata la stessa, che stava per succedermi qualcosa di eccezionale, forse addirittura miracoloso. Fu un risveglio incredibile”.

“Il monaco che vendette la sua Ferrari” – Robin S.Sharma

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Aveva incominciato a notare la bellezza nelle cose più comuni: si trattasse delle meraviglie di una notte stellata o del fragile incanto di una ragnatela dopo la pioggia.

“Il monaco che vendette la sua Ferrari” – Robin S.Sharma

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“Cercherò di spiegartelo. Dunque… tu sai che la mente è come un fertile giardino: se vuoi che fiorisca, devi nutrirla ogni giorno e non permettere che le erbacce dei pensieri e delle azioni impure vi attecchiscano. Fai la guardia alla sua porta. Conservala forte e sana. farà miracoli, se soltanto glielo permetterai.

….”

“Il monaco che vendette la sua Ferrari” – Robin S.Sharma


Insomma…

Un libro profondo e motivante. Uno spunto per riflettere sulla vita e sull’esistenza. È stata dura fare una piccola selezione tra tutti i pensieri annotati.. ma spero di avervi invogliato.

Buona lettura, buona riflessione e buona giornata.

Nel caso decidiate di leggerlo, fatemi sapere che ne pensate!

Erica, anzi Atmosferica.

Ps: La foto ritrae il tramonto a cui ho assistito dalla City Beach il giorno del mio arrivo (spiaggia più vicina alla città, circa 10 km). I tramonti a Perth penso siano indescrivibili. Il sole cade nell’oceano in pochi minuti lasciando un cielo colorato di mille sfumature. Era una palla infuocata immensa, quasi da sembrare fin troppo vicina e calda. Gli spettatori erano tanti. Guardavano insieme a me dalla spiaggia o dallo spiazzo di erbetta verde.

Una birretta fresca, un pareo, una giusta compagnia e.. ENJOY!

Perth.

Tra descrizioni di momenti, aneddoti e piccole storie, non ho ancora preso un momento per parlarvi di Perth. Beh, forse ora, a distanza di una settimana dal mio arrivo, posso parlarvi di lei con maggior cognizione di causa.

Negli articoli precedenti, vi ho fatto vedere alcune foto scattate da kings Park, un grande parco che si trova nella parte ovest della città dove, nella zona perimetrale che affaccia sulla città, c’è una grande terrazza da dove ammirare lo splendido paesaggio e scattare qualche fotografia.  Non ho ancora avuto la fortuna e il tempo di esplorarlo questo verdeverdeverde parco, ma molto presto lo farò.

Perth non è una città grande. Le tre vie centrali, una parallela all’altra, danno la possibilità di orientarsi facilmente e di girare senza cartina alla mano.  St George Tce, Hay St (via di casa) e Murray St costituiscono il centro pieno. Negozi di ogni genere,  Apple Store, Zara, Coffee Bar, grattacieli, banche, info point e piccoli parchetti, fontane, aree pedonali, panchine e alberelli. Artisti di strada, vento non fastidioso, tutto pulito e sempreverde.

Ecco un piccolo video per farvi assaporare suoni, colori e Atmosfera.

Tutto questo è immerso in una pace senza fine. Chi vive qui, non ha frenesia e non corre distratto. Non c’è traffico, zero posti affollati, nessuno che spinge o che urla per niente. Alla cassa del supermercato, sono rimasta colpita dal modo di fare del commesso. In pochi secondi mi ha chiesto se stavo bene, se avevo passato una buona giornata e se mi stava piacendo la città. La cosa buffa è che me lo chiedeva con interesse.

Le persone qui, quando parlano con te, si concentrano sulle tue parole e ti guardano negli occhi. Dovrebbe essere scontato? Beh, in Italia non lo è più.

L’unica cosa negativa, ma per me positiva, è che è una città tanto tranquilla da risultare a volte malinconica. Per vivere bene qui devi saper stare dove spesso tutto è talmente lieve e leggero, che se anche stai in mezzo a 200 persone, sei comunque in contatto con la tua parte più profonda e devi saper vivere questa introspezione con serenità.

Perth ti porta anche a fare questo. Si.

Sta succedendo anche a me, ma non la vivo con tristezza. Vivo questi giorni con estrema curiosità e pace.. e ogni scoperta su me stessa o sulla città, sono comunque una novità.

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La scoperta di questi alberi lilla ad esempio, mi ha davvero colpita. Non so se riesco a rendere l’idea ma questi lilla trees mi fanno un sacco di sorprese. Me li trovo inaspettatamente tra un grattacielo e l’altro, tra due grandi alberi verdi o appena svolto l’angolo.

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Non ho ancora realizzato che sta per arrivare il Natale. Lo vedo ancora lontano..Ma..Guardare una chiesa e le decorazioni natalizie, rende sicuramente la realizzazione più semplice.

Natale in Australia.

WOW…

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Beh, i bus rossi non possono mica mancare! Ci sono anche quelli! Ma non percepisco molto turismo. Vi saprò meglio dire nei prossimi periodi.

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Che dite amici? È giunta l’ora di proseguire con la ricerca del lavoro. Forza e coraggio e ALL’ARREMBAGGIO!!

Il fatto che siate così tanti mi rende molto felice, vorrei ringraziarvi tutti e anche se come dite voi, sono forte e coraggiosa, sentire la vicinanza e l’appoggio di così tante persone è davvero stimolante.

Se avete delle domande o particolari curiosità, sono qui anche per questo. Quindi approfittate e chiedete, per me è solo un grande ed Atmosferico Piacere!!!

Vi mando un bacione immenso. Eccolo!

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Fatevi avanti 🙂

Erica, anzi ATMOSFERICA!

Fremantle on the Westcoast Jet.

Prima di perdermi in lunghi racconti sulla giornata di ieri, voglio parlarvi, come promesso, della mia gita a Fremantle (Freo per gli amici). È una cittadella di porto situata più a sud di Perth e più spostata verso il mare in corrispondenza della foce del fiume Swan.

Tempo di percorrenza in treno: 25 minuti – Linea Blu.

I pensieri e varie impressioni mi assalgono sin dal viaggio in treno costato 4.50 AUD (circa 3 euro), mezzo di trasporto che sembra più una metropolitana. Due file di sedili, una in fronte all’altra, e grandi vetrate. Pulito, tutto molto pulito. Silenzioso, nuovo e sedili molto comodi e accoglienti.

Ciò che mi ha affascinata di più nel viaggio è stato forse vedere l’oceano. Lo vedevo laggiù mentre il treno scorreva veloce. Il mio pensiero è stato: ” Che strano vedere l’oceano da qui. Io dal finestrino sono abituata a vedere il lago di Lecco, o meglio ancora, il lago di Oggiono”.

Foto??

E foto sia 🙂

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Scusate la pessima qualità della foto, ma questo è quello che offre la casa.

Arrivata a Fremantle, ho percorso con molta calma la via centrale che prende il nome di Market St perché porta all’unico supermercato della cittadina. Ho camminato guardando le persone, captando il più possibile e ho cercato di immaginare per alcuni minuti di vivere lì. Tanti decidono di spostarsi a Fremantle e credo che il motivo sia il fatto che è un luogo più raccolto, più intimo dove puoi ambientarti in poco tempo e hai l’oceano a due passi.

Tanti Coffee Bar, shops di ogni genere, ristoranti e molti negozietti asiatici.

MMM.. No, credo che io non ci vivrei. Mille volte Perth.

Decido poi di spostarmi verso il mare, percorro una traversa di Market St e mi trovo davanti un parco. Era domenica, c’era in corso una bella festona con tanto di gazebo e profumo di salamella. Sentivo la musica e vedevo una ruota panoramica.

È proprio vero e strano come… Posto che vai, ruota che trovi. 🙂

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La mia amica Marta può ricordare la ruota al concerto di Ligabue a Campovolo. Chiara e Sissi possono ripensare a quella di Saint Raphael in Costa Azzurra, Alessandra starà guardando quella di Londra, Alice starà solo ripetendo nella sua testa: ” Prima o poi, la ruota gira per tutti”.

AHAHAHA. Giusto?

Bene, spostandomi verso il mare, vedo il porto e un grande cantiere navale. Sto passeggiando sotto al sole a picco ma non ho caldo perché il vento è sempre presente.

Vedo un gommone supergigante e supercolorato parcheggiato davanti alla banchina di legno. Un cartello diceva ‘WESTCOAST JET, One of Australia’s BIGGEST & MOST POWERFUL. Open ocean jet boats right here in Freo!”

Mi sono fermata a guardare. Una quindicina di persone a bordo, un signorotto sulla cinquantina mi chiede se voglio salire, io gli rispondo con un “Non lo so, forse salgo al prossimo giro!”

Ero incuriosita, a tratti terrorizzata.

Niente da fare. Tempo 30 secondi ero seduta. Passa il ragazzo a verificare che tutti avessero le cinture, proprio come sugli aerei.

.. “Ma perché mai devo mettere la cintura?”..

Il gommone parte, il signore baffuto alla guida mi sorride come dire..”Adesso ti faccio vedere io!!!”

OH SANTO CIELO.

Velocità lenta, musica di sottofondo. Panorama, sole, oceano, happy people. Cosa vuoi di più.

Tempo due minuti, uscito dal porto, ha iniziato a sgasare come un matto! La musica Rock’n Roll a tutto volume. Mi sono girata verso di lui e sono esplosa in una risata delle mie…
Ero troppo gasata!
È stato strano perché l’unica compagna di avventura che avevo e sentivo era la mia risata…
eppure, mi stavo divertendo un sacco.
Tra curve a 360° e frenate improvvise, per far spettacolo davanti a galeoni in sosta, vestiti, capelli e scarpe erano totalmente inzuppati di acqua salata.
WOW, AMAZING.

Una volta riapprodati, ho salutato il signore e dopo averlo ringraziato con un grande sorrisone, mi sono spiaggiata ad asciugarmi. In quelle condizioni non potevo di certo circolare, ne tantomeno tornare alla stazione dei treni.
🙂

Davanti a me avevo questo spettacolo.

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Una goduria per i miei sensi.


VOLETE SAPERE DI IERI?

Vi parlo della giornata di ieri brevemente. Vi ho lasciato dicendovi che avrei dato il CV alla manager del Gordon St Garage.

Così ho fatto. Mi ha detto che al momento non cercano personale ma che non esiterà a contattarmi nel caso di bisogno.

Ok, perfetto! Io continuerò a venire qui a bere il mio cappuccino. Sapete, ho bisogno di crearmi una sorta di routine per non sentirmi troppo persa. È giusto crearsi delle piccole abitudini e degli appuntamenti in modo da mantenere uno schema mentale, una linea da seguire quando tutto il resto manca.

Città nuova, lingua nuova, persone mai viste. È giusto crearsi dei momenti in cui si sta bene e ci si sente a proprio agio. Questo posto è a soli 600 mt da casa quindi 8 minuti di camminata e sono qui.

La musica di sottofondo mi regala concentrazione e…oggi ho pure fatto la foto al cappuccino prima di mescolarlo. Volete vedere?

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Una volta uscita da qui, ieri, sono andata in giro per la città a consegnare CV. Non ne ho distribuiti tanti ma solo 4/5. Ho osato solo dove le energie positive mi dicevano: “Yes, questo posto merita!”

Ho scrutato attentamente ogni negozio, Coffee Bar e ristorante sotto casa e ho lasciato un paio di resume in due ristoranti, ho chiesto della manager in una boutique di vestiti che mi ha subito attratta e ho consegnato il CV anche al Coffee Bar sotto casa.

Dopo due ore circa, ero sul fiume a passeggiare e ricevo una telefonata. Il numero non era salvato, quindi..alta probabilità che fosse una telefonata di lavoro.

Il manager di Gramercy Bar & Kitchen mi voleva vedere per un colloquio. A causa dell’agitazione della prima telefonata non ho capito molto bene dove dovevo andare. Sapete cos’ho fatto?

Ho copiato su Google il numero di telefono con il quale mi aveva chiamato e..TA TAAANN..Mi è comparso l’indirizzo preciso del ristorante.

Hay street, 777 – Central Park.

WOW! ERICA SEI UN GENIO.

Mi sono presentata con un big smile 🙂 e dopo alcune domande mi ha chiesto di presentarmi dopo altre due ore per una prova. AHAHAH

Ma quante cose inaspettate mi sta regalando questa vita??

Bene. Prova fatta amici. Mi sono impegnata, ero arruolata al banco, ho imparato un sacco di cose in pochissimo tempo. Il modo di lavorare australiano è totalmente diverso dal nostro. Persino il modo di spillare la birra è differente!

Mi hanno detto che mi faranno sapere in una settimana.

No Problem!

Questo test per me è stato uno stimolo. Ho visto che se mi faccio avanti, qualcosa succede. È ovvio che se stai fermo, il lavoro non ti viene a bussare alla porta e le occasioni non entrano dalla finestra.

Sono carica.
Inizia ora la mia giornata.
Vediamo di rendere anche questo giorno unico e pieno di sorprese come i giorni passati!

Ci sentiamo domani, Spero!

Erica, anzi Atmosferica.

Mentre tutto tace.

Mentre da voi tutto tace, per me la giornata è cominciata. Sono seduta al grande tavolo in legno del Gordon St Garage e ho appena bevuto un cappuccino, sono le 10 di mattina e finito di scrivere consegnerò il mio CV.

Chiederò della manager, mi presenterò con grande sorriso, le dirò che sto cercando lavoro e che è già la terza volta che vengo qui. Lo trovo un posto particolare e alla mano, per questo lavorare qui sarebbe bello.

(Mi sto esercitando insieme a voi 🙂 , sto facendo un lavoro di traduzione simultanea nella mia tasta e sto sperando che andrà tutto bene).

Se anche non andrà, di posti in cui mi vedrei bene ce ne sono parecchi ma a patto che… NON SIANO POSTI ITALIANI.

A volte, camminando davanti a ristoranti italiani, sento le voci dei camerieri che parlano la mia lingua. Lì inizia una lotta tra il mio conscio e il mio inconscio.

Il mio conscio dice: ” Erica! Continua a camminare! Non devi parlare italiano e non devi cercare lavoro in locali gestiti da italiani! Erica, procedi grazie.”

L’inconscio?

Siete curiosi di sapere come scalpita il mio inconscio?

Bene.. Il mio inconscio inizia a urlare e a dimenarsi: “Ericaaaa! Che figata!! Una voce amica!! Vai a scambiare due chiacchiere, cosa aspetti?? Wooow! Un posto gestito da italiani!! Pensa che figata!! Sarebbe troppo semplice!! Sarebbe troppo facile!! Nuovi amici, soldi, casa, gioia, serenità, comprensione!!”

AHAHAHA 🙂

Che ridere.

No amici. Forza e coraggio. Non devo cedere. Non adesso.

Volete vedere il mio cappuccino??

Mi sono ricordata di fotografarlo solo dopo averlo mescolato. Ma giuro che aveva un’aria italianissima e buonissima.

Vi starete chiedendo cosa penso ora..dopo averlo bevuto..

Penso che era buono davvero!! Attimi italiani gustosi!!

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Passiamo a un altro tema: LA STANZA.

Dopo aver condiviso le mie riflessioni sull’arte dello scrivere, ieri sono tornata a casa con l’intenzione di riposarmi un po’ per poi uscire di nuovo.

Ero distesa sul letto e, facendo zapping tra annunci di camere in affitto, vedo delle fotografie che ritraggono il palazzo in cui sto ora. Lewis, stava annunciando che da sabato, la stanza sarà libera.

Non vi dico la mia testa.

Un momento di pausa.

Erica rifletti.

Ok. Avevo appena letto che.. al 13° piano del mio stesso palazzo, questo ragazzo avrebbe messo in affitto una stanza a partire da sabato.

Ok.

Erica, scrivigli! Tu sei al primo piano, lui al tredicesimo. Prendi l’ascensore, schiacci il numero 13 e vai a vedere di che si tratta! Forza.

Ok, così ho fatto. Gli ho scritto privatamente, lui mi ha detto..Vieni pure a vedere!

Tempo 3 ore e ho confermato ma non prima di aver avuto l’approvazione di Jason il quale ha voluto vedere con i suoi occhi la stanza e ha voluto conoscere il ragazzo. Oh Jason! Il mio angelo custode! L’affitto costa meno di un ostello, conosco la via e la zona, sono super centrale e sembra davvero un’ altra botta di fortuna!! Da domenica mi sposterò quindi al 13° piano. Non vedo l’ora di farvi vedere che razza di panorama si vede dal balcone della camera!

Unica nota: Condividerò la stanza con un’altra ragazza, al momento ignota.

Vediamo!! Sono molto curiosa.

Ora vi saluto perché è giunto il momento di chiedere del manager. Che la fortuna sia con me..anzi, che continui a stare con me!

Ps. Grazie per tutti i messaggi che mi state lasciando qui o privatamente! È davvero emozionante sentirvi così vicini. Siete tanti, tantissimi!

Ps.1: Devo raccontarvi della mia gita a Fremantle! Non posso rimanere indietro adesso! Non adesso! 🙂

Torno presto!

Erica, anzi Atmosferica.

Scrivere.

Ed è proprio durante esperienze di vita come questa che ti rendi conto che la scrittura è un grande aiuto. Ti permette di riordinare i pensieri e di trasformarli in parole. Non è semplice, solo una persona abituata ad ascoltarli può essere in grado di metterli per iscritto o magari di parlarne.

È una qualità che ho scoperto ultimamente e la sto sfruttando ed elaborando al massimo perché mi permette di avere ordine nella testa, di sgomberarla da eventuali mostriciattoli che non fanno altro che dare una sensazione di confusione o magari di tristezza. Riesco a fermarli e a rallentarli in modo da fare chiarezza dedicando il giusto tempo e la giusta attenzione a ciascuno.

No amici, non sono triste.

Sto bene.

Sto cercando di godermi anche i silenzi di questa città. Sono convinta che se sono qui, un motivo esiste e presto o tardi mi si paleserà quindi devo essere sempre pronta ad interpretarlo e ad accoglierlo.

Questa è una tipica fotografia da blogger, starete pensando.

Beh…

Vi sto scrivendo da qui. Questo locale si chiama “Gordon St. Garage” ed è perfetto per la colazione o per un brunch con i fiocchi. Me l’ha fatto conoscere Jason e oggi, quando ho fissato l’appuntamento con Rachel, non ho esitato a proporle questo Coffee Bar (link in corrispondenza del nome).

🙂

Camerieri con il sorriso, piatti abbondanti, caffè di ogni genere, grandi tavoli in legno, connessione wi-fi gratuita e grandi vetrate da cui osservare gli alberi solleticati dal venticello sempre presente. La location è molto ampia e ariosa e il nome può farvi intuire che era una grande garage, successivamente ristrutturato.

Rachel. Yes, devo parlarvi di lei. L’ho incontrata pochi minuti fa per parlare di lavoro. Si occupa della selezione del personale (business development manager) e mi ha detto che nei prossimi giorni mi contatterà per dei colloqui. Dice che qui a Perth c’è molto lavoro e che quindi non devo preoccuparmi perché non sarà difficile.

Le ho detto che sono fiduciosa e che se non riuscirò subito a lavorare nell’ ambito dell’events business, inizialmente, mi accontenterò volentieri. Mi è sembrata positiva e mi sono sentita molto a mio agio.

Non vi nascondo che mentre la stavo aspettando all’entrata, un po’ di agitazione alle gambe la sentivo. Appena l’ho vista però, mi è uscita la carica e la voglia di sssspaccare.

Primo colloquio in inglese? No problem, let’s go!

Non abbiamo parlato solo di lavoro, mi ha invitata ad un aperitivo con amici giovedì, mi ha fatto scaricare un’app che mi permetterà di muovermi facilmente con i mezzi che si chiama “Transperth” 🙂

Buffo!?

Mi ha offerto lei il caffè, nonostante io abbia insistito, mi ha invitata a  fare una gita il 4 Dicembre quando tornerà da una settimana di vacanza a Bali e mi ha detto che mi metterà in contatto con dei suoi amici per l’affitto di una stanza.

“Rachel? Are you an angel?”

Maybe.

Bene. Devo dire che sì, scrivere aiuta. Soprattutto in queste occasioni quando l’adrenalina vaga e non puoi fare nessuna telefonata in Italia per raccontare. Eh già amici italiani, per me sono quasi le 14, per voi le 7 del mattino.

Mandatemi segnali cari lettori, avete domande? Commenti?

Dovrei anche raccontarvi la mia giornata di ieri a Fremantle. Nel prossimo articolo ve ne parlerò.

Enjoy your day!

Erica, anzi Atmosferica.

The Beaufort St Festival

Hi guys, devo comunicarvi con piacere che oggi è stata una giornata favolosa.

Dopo la mattinata spesa a spasso per la città tra una banca e il centro di telefonia per attivare il numero australiano, sono tornata verso casa.

Una nota positiva per le banche la devo fare. Sistema super efficiente, una ragazza all’ingresso ti chiede di cosa hai bisogno, ti chiede il ‘first name’ (primo nome) and, that’s it.. in pochi minuti arriva un ragazzo che ti dice: “Hey, are you Erica? Come with me!”. Tradotto: ” Ehy, sei Erica? Vieni con me!”

Wow, non vi nascondo che mi sono sentita importante 🙂

Bene, a parte l’efficienza di banche e negozi di telefonia, devo parlarvi di questa fantastica festa di strada a cui ho avuto il piacere di partecipare. Una figata, migliaia di hippy people, un sacco di cibo e birra, forme d’arte strane e libero sfogo alla creatività. Gruppi che suonavano dal vivo, persone travestite e gente che offriva anguria su grandi vassoi. È una festa che cade una volta all’anno, sempre nella stessa via e le persone sembra ne vadano davvero fiere ed orgogliose tanto che si respira moltissima buona energia, libertà di espressione e di magia!!!!

Sono capitata lì grazie a Jason, il quale mi sta facendo davvero da guida turistica. Mi sto ambientando minuto dopo minuto e il mio inglese migliora davvero alla velocità della luce. Oggi ho parlato con amici di Jason, e tra una birra e l’altra, tra una risata e l’altra, ridendo e scherzando ho dialogato con un ragazzo irlandese, con uno svedese, con un australiano e con due ragazze anche loro australiane. Beh, gli accenti dei ragazzi erano davvero diversi l’uno dall’altro ma ovviamente non mi facevo problemi nel fermarli per farli ripetere.

SORRYYYY…

È stato molto divertente e mi sono svagata. Dopo questa avventura, io e Jason abbiamo scelto dove cenare. Un ristorante greco in Northbridge.

I like Northbridge, credo che potrebbe essere un ipotetica zona dove cercare lavoro. È un quartiere affascinante e tranquillo. Le luci natalizie lo rendono ancor più Atmosferico e i grattacieli sono più spostati verso il centro della città.

RIGHT. Buonissima cena e ritorno verso casa a piedi. 15 minuti di camminata mi hanno permesso di godere delle sorprese di questa città e la cosa figa è che le commentavo in inglese.

C’era un piccolo parco al lato della strada dove la luce mancava ma tra tutti gli alberi verdi, ce n’era uno lilla. Ho guardato con stupore e Jason si è dimostrato pronto nel farmi una foto.

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In quel parchetto c’era una famiglia di aborigeni che cenava al tavolo in legno. Mi sono resa conto di averli guardati come faccio di solito quando voglio captare informazioni. Stavano raccolti tra loro e parlavano in modo molto animato. Avevano parcheggiato il loro camioncino vicino alla loro postazione e si guardavano intorno come se non volessero esser disturbati. Hanno i lineamenti strani, uno sguardo molto cupo e gli zigomi pronunciati.

Quasi arrivati a casa, il mio pensiero è andato a Parigi. Ho visto su una schermata l’immagine della Tourre Eiffel e della bandiera francese. Mi sono chiesta perché tanta cattiveria, perché tanta violenza inutile e perché non si può accettare tranquillamente di avere differenti culture. È davvero straziante vedere come questo scempio non veda una fine, ed è altrettanto snervante sentire che c’è un pericolo dall’altra parte del mondo.

Mando un pensiero a Parigi e con questo vi auguro buonanotte.

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Ci sentiamo presto.

Erica, anzi Atmosferica.

Perth, here I am.

Eccomi!

L’Australia mi ha accolta con un ‘Fremantle Doctor’ fantastico che mi ha fatto subito sentire l’odore dell’oceano. Per chi non lo sapesse è il nome di un vento che proviene proprio da Fremantle, una frazione della città più spostata verso la costa (a 10 km dalla città).

Quindi cari lettori, volete sapere com’è andato il viaggio? BENISSIMO. Il volo da Malpensa a Singapore è stato piacevolmente accompagnato dalla presenza di due compagni di viaggio davvero divertenti. Marco e Joelle hanno sicuramente alleggerito il peso del viaggio ed è stato strano trovarsi per caso tutti e tre proprio lì. Una volta scesi dall’aereo ci siamo salutati come se ci conoscessimo da una vita. È impressionante vedere come in 11 ore, senza telefoni e senza distrazioni, due persone si possano conoscere in moltissimi aspetti.

Davanti a me, sull’aereo avevo uno piccolo televisore per poter vedere film, documentari o cartoni. Io per la maggior parte del tempo, ho tenuto di fronte a me l’immagine del tragitto dell’aereo in tempo reale. L’ho fotografata per voi. Come potete vedere si vede dove la terra è illuminata dal sole, e dove invece è notte. Bene, nel momento in cui abbiamo attraversato quella linea del buio,è stato fantastico.. era l’alba ma anche il tramonto. Era mattina ma era sera, era strano solo da immaginare.

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Marco da Singapore proseguiva verso Melbourne, Joelle e il suo compagno di viaggio di cui non ricordo il nome, perché non ha avuto la fortuna di capitare seduto vicino a noi, arriveranno anche loro a Perth.

L’aeroporto di Singapore non sono riuscita a visitarlo e girarlo perché avevo solo un ora di scalo, ma…ragazzi…che tristezza! Dell’aeroporto di Singapore ricorderò sempre le facce tristi delle persone, l’umidità che ti bagna i vestiti, un caldo infernale e uno strano silenzio. Si, ok, erano le 6 della mattina ma non lo accetto comunque.

Il volo da Singapore a Perth, affrontato quindi in solitudine, è stato bellissimo. Tre sedili tutti per me, mi sono svegliata solo 5 minuti solo quando ho sentito l’odore di pollo e la hostess che mi solleticava i piedi per chiedermi se avessi fame.

Divorata la colazione-pranzo-cena-non lo so, mi sono rimessa a dormire con tanto di 3 cuscini e una bella coperta di pile. Volevo aggiungere inoltre che il servizio della Singapore Airlines è davvero ottimo. Si mangia bene e si viaggia alla grande.

Mi risveglio quando la hostess mi solletica di nuovo i piedi per dirmi di sedermi e di allacciare le cinture.

Stavamo atterrando.

Ho guardato fuori, vedevo distese di alberi..al contrario di quello che avrei immaginato di vedere ovvero deserto. Era tutto abbastanza verde piuttosto che beige/marroncino. È stato davvero emozionante! Ci ho messo un attimo a capire in che parte del mondo fossi finita, che ore fossero, il fuso, si, ok, qui sono le..in Italia sono le..

OH MY GOD. STO ATTERRANDO IN AUSTRALIA.

Il controllo di passaporto e valigia è stato super veloce. Sono stata fiutata da un cane anti-droga ma.. ero molto tranquilla 🙂

Una volta uscita nella pick up area, il mitico Jason mi ha ritirata. Simpatico, molto simpatico! Mi ha accolta con gentilezza, facendomi fare persino un giro della città, prima di venire a casa. From the top, ho fatto questa foto (copertina dell’articolo) che fino a ieri vedevo solo su google. AMAZING.

Bene amici, la casa è carina, il letto sembra comodo..ma di questo, chissenefrega! Sono curiosa di scoprire la città, l’oceano e le persone.

Più tardi, andrò a vedere l’oceano. SENSAZIONALE.

Vi farò sapere presto, as always.

Erica, anzi Atmosferica.

Ci siamo amici.

Con immensa gioia vi dico che il momento è arrivato. Mi sono posizionata davanti al gate su una bella poltrona comoda con tanto di reggi-gambe.

Devo confessarvi che parto piena di amore e sono talmente piena che in questo momento forse le parole mancano. Attendo l’ora dell’imbarco con due cuffie nelle orecchie, un computer sulle gambe e un telefono che continua a squillare.

La canzone che ascolto è “Ti ho voluto bene veramente” di Marco Mengoni. Una canzone un pelo malinconica ma GIURO che dentro me sento tutto tranne che la malinconia. Mi regala pace interiore e profonda riflessione. Parla di un viaggio, probabilmente anche interiore. Dice che il viaggio cambia un uomo e che la meta non è un posto ma quello che proviamo e non sappiamo dove ne quando ci arriviamo. VERITÀ!

Ascoltatela, trovate il link in corrispondenza del titolo qui sopra.

Vedete nella foto la mia famiglia. Manca sorella Elisa ma è nel mio cuore più che mai. Veder piangere mamma e papà dietro a un vetro è stato abbastanza traumatico ma.. viva i pianti di gioia! E’ sempre bello e giusto piangere un po’, lasciar correre le emozioni anche attraverso le lacrime. Leggevo nei loro occhi la gioia, vedo che sono fieri ed orgogliosi di me e questo mi da una carica che nemmeno immaginate. Ci andrei di corsa in Australia, altro che!

Il prossimo articolo lo scriverò dalla grande isola. Giusto il tempo di sistemarmi e di capire da che parte son girata, e poi ci risentiamo. Non pensavo potesse avere tutto questo successo la mia voglia di scrivere e di condividere con voi le mie avventure. Vi vedo tutti lì che leggete! Fantastico!

Arriverò alla base domani mattina alle 6 vostre, 13 mie. Che figata il fuso! Non so perché ma tutto mi gasa, anche le 20 ore di volo. È normale?

Vi saluto.

Erica, anzi Atmosferica.

Manca poco. Adrenalina.

Non posso non scrivere un articolo per parlarvi delle mie emozioni pre-partenza. Questi sono giorni intensi, nei quali sento sempre di più l’avvicinarsi galoppante del BIG DAY.

Le mie sorelle mi vogliono abbracciare ogni cinque minuti per respirarmi ed annusare il mio odore il più possibile, papà Elio mi passa in continuazione note informative sulle condizioni climatiche della città, sullo stile di vita e su ciò che si dice di Perth sul web. Mamma Eleonora si dimostra felice, emozionata e molto collaborativa tanto che mi sta aiutando a fare chiarezza su cosa mettere in valigia (HELP!).

Insomma, è una grande fatica gestire il cuore che batte all’impazzata e il senso di insofferenza cercando di nascondere ogni pensiero debole. Voglio dare alla mia famiglia la sicurezza di poter contare su di me, voglio trasmettere soprattutto a loro il senso di leggerezza e la voglia di volare che sento dentro di me.

Vi racconto qualche dettaglio sulla mia partenza:

Partirò per l’immensa terra dei canguri il 12 di novembre, una data che sta diventando il grande tema delle mie giornate. L’essenziale per lasciare la penisola italica ed approdare nella grande isola oceanica è pronto: un Working Holiday Visa (WHV), un biglietto aereo di sola andata e una stanza prenotata su Airbnb per 7 notti.

Vi spiego con ordine di cosa si tratta.

Il Working Holiday Visa è il visto che mi permetterà di entrare in Australia e di rimanerci un anno dal momento in cui metto piede nello Stato. E’ un visto vacanza-lavoro che unisce l’esperienza del viaggio alla possibilità di lavorare per un massimo di 6 mesi per uno stesso datore di lavoro e di seguire un corso di inglese per massimo 4 mesi. Insomma, come potete ben capire è una tipologia di visto che ti spinge a girare, cercare, scoprire continuamente nuove realtà sia in termini lavorativi che non, conoscere e volare!

Non voglio dilungarmi troppo sulla questione visto, ad ogni modo cercherò di scrivere presto un articolo in cui parlerò solo ed esclusivamente di questo per chi ne fosse interessato.

Passiamo al volo. Bene, ho prenotato un volo di sola andata (ONE WAY) con la compagnia Singapore Airlines, tra le migliori soprattutto per viaggi molto lunghi come questo. Partirò da Milano Malpensa alle 11 della mattina e, dopo uno scalo di circa due ore a Singapore, approderò a Perth alle 13 circa del giorno 13 novembre (ora italiana 6 di mattina). Una ventina di ore volando sopra al mondo ed è anche poco!

Ci sarà il mitico Jason, l’host di Airbnb, che mi recupererà all’aereoporto con immensa gentilezza. Una volta sistemati i bagagli in stanza, avrà inizio la mia avventura.

Avrò gli svarioni del jet lag, sarò euforica, mi sentirò smarrita o magari a casa. Chissà. Guarderò tutto con occhi nuovi e capterò dalle persone ogni segnale e ogni luce dal cielo.

Bene, che emozione.

Ci sentiamo molto presto per gli aggiornamenti.

Erica, anzi Atmosferica.