Cinque mesi.

Ehi!

Ehi!

Ehi!

Aspetta un momento…

Stavo per tralasciare una data importante o sbaglio?

Ma non mi dici niente?

Non mi avvisi?

La data ufficiale della partenza dall’Italia è il 12 di Novembre 2015 ma poiché sono approdata in terra australiana il giorno seguente, mi prendo la libertà di festeggiare anche il giorno 13.

Perché no.

13 Aprile 2016

Mamma mia.

Cinque mesi.

 Questi cinque mesi che finiscono, aprono la strada al sesto con troppe novità. Troppi cambiamenti ed equilibri persi e poi ritrovati. Salti nel vuoto intervallati da piccoli passi, giornate di pioggia e scoperte importanti.

Un mese fa ero a Melbourne.
Ricordi?
Sembra ieri.
Sembra troppo tempo fa.

Dammi cinque minuti per ripercorrere questi trenta giorni.
Mi sembrano trecento.
Mi sembrano un secondo.
Sto cecando di fare un passo indietro insieme a te.
Aiutami ti prego.
Dammi tempo.

Realizzare che oggi inizia il capitolo di lettura numero sei, mi fa un po’ effetto. Mi sento catapultata qui, a parlare del tempo che ha fatto una corsa.
Mi ha fregato.

Ma quanto corre?
Che fiatone.

Mi sento talmente impacciata da non trovare le parole. È come se avessi incontrato per caso una persona che non vedevo da tempo. Camminavo per la strada spensierata, quando all’improvviso ho sentito urlare il mio nome.

“ERICA??”

Mi sono voltata e…

Oh merda!

“Ma sei proprio tu?”

Che imbarazzo!

“Ma cosa ci fai qui?”

Forse mi sento arrossire perché è stato un mese trasformante. Ancora più degli altri già affrontati in riflessioni passate e puntuali. Sono imbarazzata perché non ho fatto in tempo a specchiarmi, a riconoscermi e l’amico incontrato per caso, mi vede così, spettinata e struccata, vestita a casaccio e per niente presentabile.

La fine del viaggio on the road con l’arrivo a Sydney, la vendita di Vando, la ricerca di una casa, un lavoro, persone nuove in una sconosciuta città, il senso di soffocamento, una realtà piena di tutto quando fino a quel momento il tutto era il deserto, il vuoto, il niente, il muto e il cielo.

Un mese ricco di trasformazione personale, ansia da città seguita dalla calma dell’anima, la mia. Mille incertezze ma la certezza di esserci, per me stessa. Troppi rumori e confusione. Una nuova sfida che giusto ora sto capendo di aver vinto. Sì perché anche qui ho vinto.

Ho vinto la Perdizione iniziale.

Sto costruendo piano piano una mia quotidianità, una routine scandita dagli orari lavorativi. Organizzo le mie giornate e passo del tempo in compagnia di amici, mi sono aperta a nuove scoperte come quella dello yoga o di gite fuori porta. Sto riprendendo l’energia che inizialmente mi mancava e le sto dando tutto il tempo di cui necessita per tornare in forma.

La città di Sydney mi ha sconvolta ma in senso positivo. Ho toccato il fondo una decina di giorni fa quando pensavo di aver perso ogni carica motivazionale. Non te ne ho parlato prima perché me ne sto rendendo conto ora. Se butto un occhio indietro, mi vedo spenta e priva di stimoli.

Ho cercato di non perdermi. Mi sono aggrappata ad un paio di persone senza che lo sapessero, ho aspirato un po’ della loro buona energia per ricaricare le batterie. Sono stata brava a non perdere tutta la carica rischiando di spegnermi, ho catturato sorrisi e colori caldi, ascoltato canzoni e mangiato dolci.

Dovevo solo portare pazienza. Dovevo darmi il tempo di abituarmi e amalgamarmi senza avere fretta di sentirmi adeguata e all’altezza di una città di dimensioni galattiche.

Cinque mesi.

Sydney.

Mi ritrovo qui come dopo un torpore, una fitta nebbia.
Ok, ora vedo bene.
C’è luce.

Il sesto mese sta per cominciare.

Erica, anzi Atmosferica.