Vorrei essere una stella.


Sii curioso ed imprevedibile.
Non permettere mai a nessuno di poter calcolare le tue mosse e le tue idee.

Sii deciso nel compiere una scelta e nel portarla a termine. Non permettere mai a nessuno di pensarti inadeguato, non all’altezza, poco determinato.

Sii anche determinante nel risultato, mettici passione e coraggio, forza e motivazione.

Non permettere mai ai tuoi sogni di credersi più grandi di te, non sentirti mai esagerato nel pretendere il meglio dal tuo futuro.

Sii sempre pronto e tieni gli occhi aperti. La qualsiasi occasione potrebbe camminare sotto ai tuoi occhi in qualsiasi istante.

Sii grato alla vita ogni giorno, sii felice e sorridi sempre. Non aver paura di esprimere la tua opinione ma cerca di farlo con i dovuti modi.

Studia il tuo modo di fare e la tua persona, impara da te e dagli altri. Correggi gli errori, amati e ringraziati.

Sii gentile ed educato ma non farti mettere i piedi in testa da nessuno. Loro non sanno chi c’è dentro di te, loro non sanno da dove vieni, loro non sanno che cosa è accaduto.

Sii predisposto al cambiamento e abbi la forza di lanciarti nel vuoto. Non sempre si cade, qualche volta si può spiccare il volo.

Io questo l’ho provato, l’ho testato, ho volato.

Te lo giuro.

Cerca di giorno in giorno un nuovo spunto, un nuovo trampolino di lancio. Che siano due occhi o una mano, che sia una storia o una parola.

Fai della tua vita un’opera d’arte o una sala giochi, un lunapark pieno di giostre, saltimbanchi, luci e voci.

La sera nel letto fai respiri profondi, pensa al cielo infinito e alle stelle disperse. Stanno lassù senza nome come a dire:

“Siamo ugualmente belle”.


Io la stella la farei di professione, starei ferma ad emanare luce.

Da lassù vedrei cose che vuoi umani non potreste vedere, canterei ninnananne e farei da lume alle cene romantiche.

Con piacere.

Mi poserei sulla spalla di colui che piange, salterei giù dal cielo per fare promesse.

Mi ci sento davvero a volte, quando mi dicono di non smettere mai di splendere.

Di stelle ce ne sono tante ma farei la grande fatica di accenderle tutte quante.

Su e giù per l’universo, ininterrottamente.

Perchè le stelle son sogni e non potrei lasciarle spente.

Buonanotte.

Erica, anzi Atmosferica.

Il giorno e la notte.

Sydney sa cambiare vesti, sa essere sportiva e veloce di giorno ed elegante e romantica di notte. Ci sto mettendo un po’ a conoscerla, proprio come accade con le persone. Vietato giudicare al primo impatto, prima di trarre conclusioni affrettate, bisogna andare a fondo. Ci vuole tempo e curiosità.

Così sto facendo. Sto conoscendo ogni giorno qualcosa in più e varie situazioni mi stanno portando a spingermi al di fuori del centro della città, la quale sembra davvero non avere fine. È enorme, il mare scava migliaia di insenature nella baia e numerosi ponti collegano i disordinati pezzi di terra. L’altro giorno ho preso un bus che per portarmi nella zona di Hunters Hill, ha attraversato tre ponti nel giro di otto chilometri.

E quando pensi ai ponti, immaginali pure giganti.
Ti do il permesso di pensare in grande.

🙂

Quello che ho capito, è che Sydney è molto versatile e camaleontica. Si adatta ad ogni umore e circostanza e non è sempre incasinata, fitta e rumorosa come potresti pensare.
Sai, questa foto l’ho scattata proprio vicino a casa. Quello che vedi è il Sydney Town Hall, uno dei più importanti edifici della città.
No, non è una chiesa, è il municipio.
🙂
Ho adorato quelle luci dorate che hanno saputo donarmi quiete e magia, al centro di un incrocio trafficato verso sera. Sydney non si spegne mai, non ho ancora visto e vissuto la notte fonda e profonda, ma questa è l’idea che mi da. Non si stanca, ha sempre le batterie cariche ma sa dove ricercare pace, relax ed energia nuova.

Qui dove abito io, i rumori dei lavori in corso non si prendono nemmeno la pausa pranzo, traghetti e ristoranti galleggianti trasportano turisti a tutte le ore e se non c’è la luce del giorno, i palazzi sono illuminati. Sempre. I grattacieli sono il simbolo della vita di Sydney, non dorme mai.

Quando cammino per la strada, mi piace buttare l’occhio negli stessi riquadri, dalle stesse angolazioni e, al variare della fascia oraria, luci e sensazioni non sono mai le stesse. Posso farti vedere questa foto, ecco. Stesso incrocio, stessa costruzione decorata dallo stile vittoriano che vedi in copertina, ma per il resto è tutto diverso.
Anche l’aria che si respira, te lo garantisco.

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Adoro le due foto.
Le ho scattate in due giornate diverse, con due umori diversi.
Quello scorcio è pazzesco.
Sia con il cielo grigio della sera, che con il cielo azzurro della mattina. Non perché raffigura uno dei protagonisti dello skyline di Sydney, ma proprio perché è magico.

Mi piace notare le differenze. Quando il cielo è ancora piuttosto chiaro, luminarie nascoste nelle insenature di maestosi edifici, si accendono e creano ombre rilassanti. Sto a guardare, mi lascio abbagliare, chi non lo farebbe. I semafori non disturbano, non stonano.

La gente per la strada è sempre diversa. Posso dirti che è molto sportiva e dinamica, veloce e atletica. Molti vanno al lavoro in tenuta ginnica, in bicicletta o di corsa. Tanti camminano a passo spedito in giacca e cravatta con la ventiquattrore nella mano destra e la borsa della palestra in quella sinistra. Già alle sette della mattina gli ingranaggi girano alla perfezione. Piccoli e grandi bar si affacciano ai marciapiedi, il caffè take-away va per la maggiore, ma non l’Espresso. Il più piccolo è il cappuccino. Hanno l’usanza e l’abitudine di consumare la colazione camminando, vetrine calde e appena sfornate, mostrano puncake, tortine, muffin e ciambelle di ogni gusto, ma pochi si fermano a mangiare.

Alle sette di sera, invece, è il momento della ristorazione.

Uh, come lavorano i ristoranti. Sia nel centro che un po’ fuori centinaia sono i locali pieni di gente. Vietnamiti, thailandesi, cinesi, giapponesi, malesiani e italiani. Cucine di ogni genere fanno fumo e profumo nelle vie, tanti ristoranti si mettono in mostra attraverso grandi vetrate e menù pieni di figure ti invitano ad entrare.

Saranno questi i giorni decisivi.
Continuerò le mie osservazioni guardando attraverso la vetrina di muffin appena sfornati, o buttando veloci occhiate fuori dalla sala di un ristorante?

Ti farò sapere.

Erica, anzi Atmosferica.

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