Il giorno che segna la fine…

…e l’inizio, è arrivato!

Ci siamo!

È arrivato l’ultimo giorno di lavoro e l’ultimo Avocados è stato imballato. Le nostre facce esprimono soddisfazione e gratitudine verso questo posto che in fin dei conti ci ha dato il lavoro che cercavamo, i giusti soldini per continuare a viaggiare, un sacco di divertimento e quella stanchezza fisica che serviva.

Grazie alla fatica fatta apprezzeremo ogni singolo chilometro a bordo del nostro Vando, ogni pezzo di strada sarà una scoperta tanto attesa e gusteremo ancor di più queste miglia che ci attendono.

Stima e rispetto per chi questo genere di lavoro lo fa tutta la vita, chi per mantenere famiglia e affetti si spacca la schiena in quattro facendo lo stesso dannato movimento per lunghe ore ogni giorno. Il mio pensiero va ai più anziani che sicuramente, in gioventù, hanno dovuto accontentarsi per campare e per regalarsi un futuro migliore. Hanno fatto di tutto, lasciato la propria terra per cercare fortuna con al seguito una famiglia numerosa, correndo il rischio di fare la fame.

Noi ce l’abbiamo messa tutta! Questi frutti verdi ci hanno insegnato un sacco di cose. Parlando della mia esperienza, vi dico che è stata assolutamente positiva. Ho pensato tanto, riso e cantato. Sono stata travolta da momenti alienanti e ho persino immaginato di avere tra le mani zucchine, fichi o pere.

Allucinanti allucinazioni!

I minuti antecedenti allo spegnimento della grande macchina dei rulli sono stati mozzafiato, una specie di conto alla rovescia. L’ultimo Avocados inscatolato ha segnato la fine di una storia e l’inizio di un’altra. L’ennesima partenza.

È stato bello scambiare sorrisi con i colleghi, se avessi liberato l’adrenalina, mi sarei messa a saltare, avrei abbracciato tutti come quando scatta la mezzanotte l’ultimo giorno dell’anno.
Diverse culture e diverse lingue si sono unite nella contentezza della fine e dell’inizio.

C’è chi cercherà un nuovo lavoro e chi, come Janko, partirà per un viaggio. Come ci ha raccontato, l’ultimo prima di rientrare in Germania dai suoi cari e dalla sua fidanzata. Lo incontreremo sicuramente “on the way” anche perché l’Australia è tanto grande ma la strada è UNA soprattutto se la direzione seguita è la stessa. Con la sua macchinina rossa partirà tra qualche giorno alla volta di Melbourne e lì, venderà il suo piccolo e buffo mezzo per navigare verso la Tasmania. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e un “keep in touch” per i giorni che verranno.

Jenny, la nostra supervisor, ci ha ringraziato per il lavoro prestato definendoci un buon team. Siamo felici!

Felpe, magliette e fuseaux indossati sono talmente sporchi che andrebbero bruciati ma li terrò, non si sa mai. Un giorno potrei ritrovarmi di nuovo con le mani nella terra o tra pile di scatole e bancali. In quel caso avrò già la divisa da lavoro pronta all’uso e ritornerò nelle vesti di quella ragazza tanto carina disposta a sporcarsi le mani.

Stasera una cena con gli amici e domani una giornatona con alcuni di loro. La nostra prima tappa sarà Greens Pool, due ore di strada per ammirare uno spettacolo di acqua cristallina coccolata da scogli formando verdi piscine. Stefania, Paolo, Matteo e forse un altro paio di persone ci seguiranno fino a lì dove poi ci saluteremo.

Prima tappa per la notte di domani, quindi, Denmark. Cittadella poco fornita ma ottima per una prima sosta.

Sono carica, si sente?

Finalmente Pemberton ci lascia di nuovo VOLARE!

Erica, anzi Atmosferica.

12 commenti su “Il giorno che segna la fine…”

  1. Ancora una volta emozionante la tua abilità nel descrivere emozioni!
    Buon proseguimento di avventura piccola
    Ti abbraccio, Dany! 🙂 ♡

  2. Mi ha scaldato il cuore la tua com-passione per quelli di noi che sono meno fortunati, per quelle donne e quegli uomini che un “fato” meno benigno costringe in orizzonti piu angusti di fatica e anche di sofferenza.
    Buona ri-partenza!

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